IPERTENSIONE, DIETA, STILE DI VITA

 

 

L’ipertensione non è, come potrebbe sembrare dalla diffusione di questa patologia, un destino inevitabile per l’uomo. Da decenni ormai gli studi concordano sul fatto che il rischio di avere una pressione arteriosa alta è legato essenzialmente al sovrappeso, alla sedentarietà e all’elevato consumo di sale. La dieta è un fattore fondamentale di controllo anche della pressione arteriosa. Uno studio cardiologico (Tromso Study) ha preso in considerazione  il livello di colesterolo e pressione sanguigna tra gli Avventisti del 7° giorno. Venivano comparati gli Avventisti vegetariani con quelli che avevano una dieta libera e i Battisti, che hanno anch’essi una dieta mista.  Il gruppo degli avventisti vegetariani aveva, in media, colesterolo e pressione arteriosa più bassa rispetto agli altri due gruppi. (American Journal of Clinical Nutrition, 48, 833-836, 1988)

La dieta vegetariana sembra  ridurre i rischi di ipertensione arteriosa. Il fatto che i vegetariani puri o i lattoovovegetariani presentano in media livelli pressori più bassi della popolazione in generale è stato anche dimostrato  dal Dr. Sacks e dal Dr. Kass.  Tale fenomeno – sostengono i due medici - sembra attribuibile a qualche specifico fattore contenuto nella dieta vegetariana.. Lo stesso dato è stato confermato da un articolo pubblicato da alcuni ricercatori, tra cui Margetts B.M.  e Beilin L.J. (American Journal of Clinical Nutrition, 48,  1988).

    I fattori più efficaci (non farmacologici) nel controllo dell’ipertensione sono costituiti da tre provvedimenti: la riduzione del peso corporeo, la limitazione dell’assunzione di sale, la riduzione dell’apporto di alcool.

Circa il 60% degli ipertesi è in sovrappeso. Il rischio di mortalità cardiovascolare è maggiore nelle persone con una obesità di tipo addominale. Quanto al consumo di sale, occorre dire che l’ipertensione è un fenomeno raro nelle popolazioni che consumano poco sale con la dieta. Tra gli esempi di ciò si possono citare alcune tribù Polinesiane, i Melenesiani della Nuova Guinea e delle isole Salomone, i nomadi dell’Africa Orientale e gli Indiani Yanomani del Brasile.   In pratica - sostiene il Dr. Michael H.Aderman in un articolo apparso sulla rivista medica Lancet - la quantità di sale consumata può essere ridotta fino a 1,5 g al giorno, che è una misura 4 volte superiore al fabbisogno stabilito dai principali organismi internazionali.

Un altro problema è l’alcool. Il consumo di tre o più drinks al giorno è associato a livelli di pressione arteriosa superiori  rispetto a quelli dei soggetti astemi o modici bevitori.  Se, però, vengono consumati da 3 a 5 drinks al giorno, la prevalenza di ipertensione sale al 50% e la situazione è ancor più grave per quantità di alcool superiori. Per troppo tempo è stata diffusa l'idea che l'uso di alcolici potesse giovare al sistema cardiovascolare, e questo ha indotto molti a sottovalutare il fatto che proprio il bere è un fattore di rischio importante per l'insorgenza di ipertensione. In realtà i benefici dell'uso moderato di vino rosso non sono imputabili all'etanolo contenuto, ma ai bioflavonoidi, sostanze colorate presenti nell'uva, che si possono anche trovare nel succo non fermentato o nelle spremute di mirtilli, ribes e arance.

Nonostante queste osservazioni, sarebbe sbagliato vedere l’ipertensione come una malattia di origine esclusivamente alimentare. Ci sono forti predisposizioni genetiche che ne provocano l’insorgenza. La dieta non è in molti casi il fattore più importante nell’origine di questa patologia, ma  è uno dei pochi modificabili e perciò è utile accentrare su di esso tutta la nostra attenzione.

Non dobbiamo dimenticare che sono state dimostrate correlazioni tra ipertensione e obesità, ipertensione e sedentarietà, ipertensione e fumo. Tra i provvedimenti essenziali per trattare l’ipertensione ci sono dunque quelli del  riportare il peso corporeo entro i limiti normali, cominciare a praticare una regolare attività fisica (40 minuti 3-4 volte la settimana), smettere di fumare.

Molti ipertesi non sanno di esserlo e tra quelli che hanno scoperto questo disturbo, solo una parte segue correttamente il piano di terapia prescritto dal medico. Ecco perché prevenire e curare l’ipertensione significa “prendersi cura” del proprio stile di vita.

 Da quanto abbiamo finora detto scaturisce un insieme di consigli per chi vuol prevenire le malattie cardiovascolari, che abbiamo provato ad elencare nella tabella seguente.