Smettere di fumare

terapia di gruppo

 

   Il fumo di sigaretta costituisce la prima causa di morte evitabile in Occidente. Nonostante il fatto che le conoscenze sui danni da tabacco siano ormai molto diffuse, e nonostante l'impatto avuto dalla legge che proibisce il fumo dei locali pubblici, la prevalenza di fumatori nel nostro paese continua ad essere troppo alta, superiore al 22% (o fino al 26% a seconda delle fonti). Di recente è stato calcolato che il tabagismo provoca circa 80.000 morti in Italia ed è alla base di costi sanitari per circa 6 miliardi di euro l'anno.

    Il fumo non solo è correlato ai tumori polmonari, ma anche  a quelli dell'o stomaco, del rene, della vescica, del pancreas e dell'utero (organo nel quale somma la sua azione oncogena a quella del papilloma virus). Sebbene una gran parte dei fumatori manifesta l'intenzione di smettere di fumare, pochi ogni anno concretizzano un tentativo e ancora di meno riescono a smettere, in una percentuale di casi che gli studi scientifici identificano tra il 2 e il 4%. La causa di una così grande difficoltà risiede nel fatto che il fumo di tabacco provoca una vera e propria dipendenza e non può semplicemente essere etichettata come una "abitudine". La nicotina, la principale sostanza ad azione psicotropa contenuta nel tabacco, provoca assuefazione e l'interruzione brusca del suo uso induce una sindrome di astinenza, più o meno marcata.

    I trattamenti per la dipendenza da tabacco, se condotti con una metodologia adeguata agli standard clinici validati, moltiplica in modo esponenziale le possibilità di smettere definitivamente di fumare. Tra questi, i percorso di gruppo (ancor meglio se con il sostegno di farmaci adatti) arrivano ad ottenere un successo oscillante tra il 30 e il 50%, identificato come percentuale di persone astinenti dal fumo a distanza di 12 mesi dalla conclusione del trattamento.Queste informazioni non sono sempre ben note ai fumatori, a causa dei miti e delle false credenze di cui spesso e inconsapevolmente oggetto, come per esempio quella che per smettere "basta la buona volontà", oppure che il fumo è solo una "cattiva abitudine". Una giusta consapevolezza della gravità dei danni indotti dal tabacco, associata al desiderio di smettere e al ricorso ai trattamenti adeguati permetterebbe ad una altissima percentuale di fumatori di liberarsi dalla dipendenza. 

   Per fornire un contributo in questo campo, l'Associazione Aurora di Como ha organizzato dei percorsi di gruppo, affidati ad un medico specializzato nei trattamenti per il tabagismo. Si è trattato di iniziative, la cui adesione era sempre gratuita, articolate in 9 incontri settimanali, che hanno affrontato il problema sia da un punto di vista sanitario sia da un punto di vista cognitivo-comportamentale. L'alta adesione da parte dei cittadini e i risultati ottenuti  costituiscono un elemento di valore per l'Associazione, a cui sono pervenuti attestati e testimonianze di riconoscimento.